IL FRANTOIO

La passione dei Reali Borbonici per la caccia, aveva favorito il sorgere in Campania di numerosi siti che Carlo III di Borbone e Ferdinando IV utilizzarono in massima parte per le "Reali Delizie" (caccia e pesca). I reali attribuivano basilare importanza all'esercizio venatorio allora inteso come motivo di sollievo dell'animo e di rinvigorimento del corpo per sostenere meglio "le gravi cure del governo dei Vassalli". A testimonianza dell'attività venatoria dei Borboni, già nella prima metà del 500, furono fatti costruire da Giovanni Nicola della Ratta, feudatario di Durazzano, due casamenti in quel - di un piccolo borgo che si trovava sul cammino che il Re percorreva dalla Reggia di Caserta verso direzione Benevento, l'uno destinato a dimora, l'altro come ricovero degli animali e servitù. Questo piccolissimo borgo prese il nome dal suo costruttore: Villaggio di Messercola.


Questa lapide, risalente al 1775, è stata ritrovata dal compianto Dott. Domenico D'Agostino, Medico Veterinario espertissimo cacciatore di cinghiali, in un anfratto del Bosco di Monte Calvi sito in Comune di Caserta e di proprietà della Famiglia d'Angelo.



Pietra di Posa datata 1827

Abbiamo notizie che fin dal 1700, l'attuale frantoio era già esistente nel borgo ed era di proprietà della famiglia Carafa e in quell'epoca veniva chiamato "Trappeto". Successivamente la proprietà fu acquistata dalla Real Casa Borbonica, la cui Reale Amministrazione, nel 1827, mise in funzione un frantoio oleario per la lavorazione delle olive prodotte dal "Fondo Oliveto Monticello", rinnovandone la struttura: ne è prova la pietra datata ancora visibile oggi nei locali. Quasi un secolo dopo, la proprietà fu venduta alla famiglia Caprioli, da dove è pervenuta, insieme ai terreni, agli attuali proprietari Gianfranco d'Angelo e suo figlio Benedetto, per discendenza matriarcale, in quanto la signora Eleonora Augusta Scarpa, madre di Gianfranco, era figlia della signora Rosaria Marotta, proprietaria degli oliveti e del frantoio, passati a lei dopo la morte del marito Luigi Caprioli. L'attività di conduzione dell'intera azienda, da parte della famiglia d'Angelo, inizia con il nonno di Gianfranco, Don Peppino Scarpa, che con retta e leale onestà, con dignità nobile e modesta, ha provveduto per tanti anni alla gestione del vecchio frantoio.


Planimetria del Frantoio

Dopo di lui, il genero Francesco d'Angelo, coniuge della signora Eleonora Scarpa, dedica tutto il suo tempo a migliorare la coltivazione, la produzione e la molitura delle olive, sostenuto dal figlio Gianfranco. E' stato proprio lui che nel 1954 attivò il primo frantoio tradizionale elettrico della zona, in sostituzione della molitura condotta dagli asini e la spremitura delle olive col torchio azionato a mano.
Nel 1978, alla morte di Francesco d'Angelo, Gianfranco, consapevole dell'esperienza sul campo con il padre, supportato dagli studi in Scienze Agrarie, fortemente amante della natura, delle tradizioni contadine, degli spazi aperti e ... un pò anche della caccia (anzi , in particolar modo, del "Concetto di Caccia dei Reali Borbonici") ne continua la proprietà e la conduzione.

Inaugurazione del 1990
I coniugi d'Angelo nel 1990
Nel 1990, a distanza di tanti decenni, sotto le stesse volte, maestose e regali, egli inaugura il "Nuovo Frantoio Oleario Tradizionale", certo di soddisfare le crescenti esigenze di un prodotto qualitativamente superiore.
Nel corso degli anni, affiancato dai ricercatori della Facoltà di Agraria di Portici, affina continuamente le tecniche di conservazione e di molitura delle olive, pur mantenendo gli stessi metodi dell'epoca borbonica: infatti l'olio si continua ad ottenere nell'impianto tradizionale con molazze di granito a lenta velocità e con il metodo della spremitura a freddo: questo è il metodo che permette di mantenere inalterati i composti minori. Questi composti minori sono più di duecento sostanze contenute in piccole quantità negli oli vergini e sono quasi interamente responsabili della qualità nutrizionale, organolettica e merceologica, nonchè della tipicità dell'olio in genere e del nostro in particolare.

Visite Didattiche
Nel corso degli anni si sono organizzate visite didattiche in azienda per mostrare le fasi della molitura delle olive.
Attualmente il giovane figlio Benedetto, lo sostiene e lo accompagna nel lavoro manuale, nell'organizzazione e nelle decisioni aziendali, avendo messo il suo coraggio, la volontà ferrea e la tempra dura, a disposizione di un ideale e di una tradizione che li accomuna.
Documenti storici
- Documento dell'Archivio Notarile
L'olio Extravergine di Oliva "IL BORBONE" è da sempre sinonimo di Qualità, Esperienza e Tradizione.